I cristiani di lingua ebraica celebrano l'Ascensione all'alba sul Monte degli Ulivi.
L'Eucaristia ha riunito i fedeli della comunità di Gerusalemme dei cattolici di lingua ebraica in Israele. Insieme al vicario, padre Piotr Zelazko, hanno avuto l'opportunità di celebrare la Solennità dell'Ascensione all'alba. Poiché il luogo appartiene ai musulmani, la liturgia è consentita una sola volta all'anno, nella Solennità dell'Ascensione.
Nella sua omelia, il vicario ha affermato che "Tra Cielo e Terra la festa dell'Ascensione diventa profondamente personale". Ha ricordato i principali orientamenti spirituali dell'interpretazione della festa nella storia del cristianesimo. Queste prospettive non si escludono a vicenda; piuttosto, mettono in luce diversi aspetti del suo significato attraverso le tradizioni teologiche e i periodi storici:
1. Cristologica (Glorificazione di Cristo)
L'Ascensione è intesa come l'esaltazione di Cristo alla destra del Padre (cfr. Atti 1,9-11; Filippesi 2,9-11).
Conferma che Gesù è Signore e Re, partecipando pienamente alla gloria divina.
2. Soteriologica (Orientata alla salvezza)
Cristo ascende non per abbandonare l'umanità, ma per portare a compimento l'opera di salvezza.
Entra in cielo come sommo sacerdote e mediatore (Ebrei 9,24).
3. Antropologica (Destino e dignità umana)
Cristo ascende nella sua natura umana, il che significa che l'umanità stessa viene elevata alla vita divina.
4. Ecclesiologica (Missione della Chiesa)
L'Ascensione è connessa al Grande Mandato (Matteo 28,19-20).
Cristo affida alla Chiesa il compito di continuare la sua missione.
5. Pneumatologico (Preparazione allo Spirito Santo)
L'Ascensione non è un'assenza, ma una transizione verso la Pentecoste.
Cristo "se ne va" affinché lo Spirito Santo possa venire (Giovanni 16,7).
6. Escatologico (Speranza di Gloria e Ritorno)
L'Ascensione indica la seconda venuta di Cristo.
Assicura ai credenti il loro futuro destino celeste.
7. Mistico/Interiorizzazione Spirituale
L'Ascensione è anche un viaggio interiore: l'anima è chiamata ad "ascendere" a Dio.
P. Piotr ha inoltre affermato che, sebbene "la Solennità dell'Ascensione ci invita a una profonda riflessione teologica, filosofica, spirituale, poiché l'Ascensione di Cristo solleva interrogativi profondi sul rapporto tra cielo e terra, eternità e vita umana, al di là di ogni riflessione, l'Ascensione diventa in definitiva una questione molto personale: cosa significa per ciascuno di noi nella situazione contemporanea, nella vita quotidiana con le sue sfide?".
La celebrazione ha incluso anche la preghiera per la Città Santa di Gerusalemme e tutti i suoi abitanti.
Il Giorno di Gerusalemme (in ebraico: Yom Yerushalayim) è una festività nazionale israeliana che commemora la riunificazione di Gerusalemme avvenuta nel 1967 durante la Guerra dei Sei Giorni (7 giugno 1967). Celebrato il 28 del mese ebraico di Iyar (che cade in una data diversa ogni anno nel calendario gregoriano), comprende cerimonie di Stato, preghiere commemorative e funzioni di ringraziamento, oltre a eventi educativi.
Nella tradizione ebraica, il Giorno di Gerusalemme può essere visto come il ripristino dell'accesso degli ebrei alla Città Vecchia, in particolare al Muro Occidentale. Può anche essere interpretato religiosamente, da alcuni, come parte della divina provvidenza nella storia ed è spesso celebrato con salmi di ringraziamento (Hallel) e liturgie speciali.
Da una prospettiva teologica/spirituale cristiana, questa giornata può essere interpretata in chiave più universale ossia Gerusalemme come simbolo spirituale, la “Gerusalemme celeste” (cfr. Apocalisse 21). È anche un invito a pregare per la pace a Gerusalemme (Salmo 122,6) e una riflessione sulla città come luogo della storia della salvezza: Passione, Resurrezione, Ascensione.


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