Celebrazione di San Giuseppe con le Suore di San Giuseppe


Mercoledì 18 marzo – La Messa della vigilia di San Giuseppe è stata solennemente celebrata nel monastero delle Suore di San Giuseppe a Gerusalemme, riunendo la comunità per la preghiera, il ringraziamento e gioiosa convivialità.


La celebrazione e’ iniziata con l'Eucaristia, presieduta da Padre Piotr, Vicario di San Giacomo, insieme ai sacerdoti del Vicariato e ad altri membri del clero invitati per l'occasione. La liturgia è stata arricchita dal bellissimo accompagnamento musicale di Padre Benedetto della Comunità di Gerusalemme, che ha contribuito a creare un'atmosfera di preghiera solenne. Le suore, insieme ad amici e ospiti, hanno partecipato con sincera devozione.

Dopo l'Eucaristia, tutti sono stati accolti con un caloroso ricevimento. La serata si è svolta in un'atmosfera calorosa e gioiosa, all'insegna della fraternità, della gratitudine e della celebrazione condivisa in onore di San Giuseppe.


Omelia di padre Piotr:


Care Sorelle, cari amici/che in Cristo,


Oggi, mentre celebriamo la Solennità di San Giuseppe, ci troviamo in un luogo particolarmente marcato dalla sua quieta forza e umile fedeltà. Quanto è appropriato celebrare questa festa con le Suore di San Giuseppe, il cui carisma stesso riecheggia il suo spirito: servizio nascosto, coraggiosa disponibilità e un amore espresso più con i fatti che con le parole.


1. Dio edifica le sue promesse sulla quieta fedeltà

Nella prima lettura, Dio assicura a Davide che Egli stesso costruirà una casa – una discendenza duratura – non con il potere o con grandi imprese, ma attraverso l'umile dispiegarsi del Suo piano. Giuseppe si trova all'interno di questa promessa. Non è lui che parla; è lui che ascolta. Non è lui l'architetto; è lui che si lascia plasmare.

La grandezza di Giuseppe nasce nel silenzio.

La sua santità si rivela nell'obbedienza.

La sua eredità è la fecondità senza possesso.

In una città come Gerusalemme – così piena di rumore, storia, conflitti e desiderio – Joseph ci ricorda che Dio spesso opera con maggiore potenza attraverso coloro che non si sforzano di mettersi in mostra.

2. Una fede che spera contro ogni speranza

San Paolo ci parla oggi della fede di Abramo, una fede che credette anche quando le circostanze non offrivano alcun motivo umano di speranza. Giuseppe condivide la stessa fede biblica. Quando tutto intorno a lui sembrava incerto – la gravidanza inaspettata, l'improvvisa necessità di fuggire in Egitto, il mistero della resurrezione del Figlio di Dio – Giuseppe non si fa prendere dal panico, non chiede spiegazioni. Si affida semplicemente alla parola di Dio.

Questa è una fede solida, costante e profondamente umana.

La santità di Giuseppe non deriva da visioni straordinarie o miracoli eclatanti.

Deriva dalla serena disponibilità ad affidare ogni incertezza nelle mani di Dio.

Sorelle, il vostro carisma riflette questa stessa fede abramitica di Giuseppe. Gran parte del vostro apostolato è nascosto, non pubblicizzato, eppure profondamente fecondo: formare i cuori, accompagnare i vulnerabili, creare spazi di compassione in un mondo che ne ha disperatamente bisogno. Come Giuseppe, spesso svolgete l'opera di Dio senza ricevere riconoscimenti. E come lui, la vostra fede diventa un rifugio per gli altri.

3. Giuseppe: custode del mistero

Il Vangelo ci presenta Giuseppe nella sua missione: accogliere Maria nella sua casa, dare al bambino il nome di Gesù, proteggere i fragili inizi della salvezza di Dio. A Giuseppe non vengono affidate idee, ma persone. Egli diventa il custode dei misteri più preziosi di Dio – Gesù e Maria – vivendo una vita di servizio, vigilanza e tenera forza.

Papa Francesco ha definito Giuseppe "il protettore della debolezza", perché sa come custodire e proteggere ciò che è fragile senza controllarlo.

Nella vostra comunità, Suore di San Giuseppe, vivete ogni giorno questa tenera protezione. Nella vostra ospitalità, nella vostra preghiera, nei vostri gesti d'amore silenziosi, rispecchiate la custodia di Giuseppe del mistero della presenza di Dio. Ricordate a Gerusalemme – città ferita e santa – che l'amore di Dio non è un'idea astratta, ma una presenza concreta e protettiva.

4. La santità dell'ordinario

San Giuseppe ci insegna che la santità cresce nel terreno della quotidianità.

Nella bottega del falegname.

Lungo le strade per Betlemme e per l'Egitto.

Nella piccola casa di famiglia di Nazareth.

Niente di spettacolare. SBolo fedelta’

In un mondo che misura il valore con la visibilità, Giuseppe ci mostra che Dio misura con la fedeltà. In un mondo che cerca l'influenza, Giuseppe ci insegna il potere della bontà silenziosa. In un mondo che teme l'incertezza, egli è un esempio di fiducia coraggiosa.

5. Una parola per Gerusalemme

Celebrare San Giuseppe qui, a Gerusalemme, conferisce un significato speciale alla festa di oggi. Questa città ha sempre conosciuto ansia, tensione, fragilità, eppure è proprio qui che Dio viene ad abitare. Giuseppe ricorda a Gerusalemme che Dio continua a costruire la Sua casa anche in mezzo all'incertezza.

Ci insegna che la pace inizia con l'ascolto, con la gentilezza, con la fiducia, anche quando le circostanze sembrano fragili.

Conclusione

Oggi chiediamo a San Giuseppe di intercedere per questa comunità, per la nostra Chiesa e per questa terra. Che ci insegni:

il silenzio che ascolta,

la fede che spera anche quando non vediamo,

la generosità che protegge la vita in tutte le sue forme,

l'umiltà che non cerca riconoscimenti,

e la forza che deriva dal fare la volontà di Dio con amore.

Sorelle, che San Giuseppe continui a benedire la vostra congregazione, la vostra missione e ciascuno dei vostri cuori. E che tutti noi, come lui, diventiamo custodi fedeli della presenza di Dio nel mondo.


San Giuseppe, fedele servo e protettore, prega per noi.

Per aiutarci Contattaci Vatican News in ebraico La Messa in ebraico Per la protezione dei bambini


© 2020 Saint James Vicariate for Hebrew Speaking Catholics in Israel