Gita in Galilea della comunità di Gerusalemme
Durante un viaggio, pieno di conversazioni, canti, danze e giochi con i bambini, l’autobus si è fermato due volte. La prima volta è stato in vista del Wadi Kelt, dove padre Piotr ha spiegato la storia del monastero di San Giorgio Koziba ed ha descritto la vita dei monaci. La seconda fermata è stata sulle rive del Giordano, al luogo del battesimo di Cristo. Benny ha preparato una preghiera del mattino molto bella, durante la quale ognuno ha avuto occasione di rinnovare il proprio battesimo. Padre David ha versato dell’acqua del Giordano sulla testa di ciascuno, come segno della nuova vita per cui ringraziamo. Si è trattato di un’esperienza molto forte per tutti, specialmente in questo periodo di avvicinamento a Pentecoste, quando tutti saremo battezzati nello Spirito.

Giunti al Lago di Galilea, i viaggiatori hanno trovato un luogo magnifico e calmo sulla riva, dove mangiare il loro picnic: presso il Primato di Pietro, il luogo santo custodito dai francescani. Poi padre Piotr ha celebrato una Messa molto insolita: nel mezzo del Lago di Galilea su una barca simile a quelle su cui Gesù ed i discepoli navigavano molti secoli fa. Un forte vento ha mosso la barca avanti ed indietro, ha coperto le voci dei lettori ed ha anche minacciato di soffiar via gli ospiti. Tuttavia questo ha solo aiutato i partecipanti a comprendere meglio la lettura del libro di Giona sulla tempesta. Con una più approfondita comprensione delle forze della natura e della nostra fragilità, i volti risplendevano di fede. Benny, che ha animato la musica, ha cantato più forte del vento ed alcuni dei più coraggiosi ha perfino danzato al termine della Messa.

I viaggiatori si sono poi stability presso la Casa Nova a Tiberiade, diretta dai membri della Koinonia Giovanni il Battista, che li ha accolti meravigliosamente. Il tempo prima della cena era libero: molti hanno approfittato del tempo per camminare lungo la spiaggia, per nuotare, contenti di essere assieme in questa bellezza di montagne ed acqua. Altri hanno partecipato alla Messa di rito maronita presso la chiesa greco-cattolica per la prima comunione dei bambini libanesi. Tutti si sono poi riuniti per la cena e senza programmare, abbiamo potuto celebrare il 31° anniversario di vita religiosa della Piccola Sorella Halina. Siamo stati contenti di poter celebrare insieme questa occasione: mazal tov!
Si sono poi formati tre gruppi. Uno ha guardato la commedia israeliana “Grande storia”. Il secondo è uscito per vedere lo spettacolo quotidiano di suoni e luci sul Lago di Galilea. Il terzo gruppo, soprattutto bambini, si è riunito intorno a padre Rafic per un gioco biblico. Padre Rafic, un insegnate paziente e compassionevole, ha aiutato nelle domande più difficili. Tutti sono stati contenti di trascorrere del tempo insieme, condividendo le nostre vite, i nostri pasti, gli scenari e le risate.
Il giorno seguente, i viaggiatori sono partiti per una Messa all’aria aperta sul Monte delle Beatitudini. La bellezza e l’altezza del luogo ha fatto sentire già ora la gioia promessa che giunge quando mettiamo in pratica le difficili parole di Gesù nel cuore delle nostre incerte vite. Padre Rafic ha celebrato la Messa e spiegato che solo dalla grazia di Dio possiamo trovare gioia già qui ed ora, anche nel cuore delle difficoltà e delle sofferenze. Dobbiamo accettare queste difficoltà senza cercare di scappare o di sovrastarle con la forza. Questo è stato un tempo di preghiera semplice e profonda in un luogo importante a tutti noi.

Il gruppo ha proseguito verso il villaggio druso di Beit Jann. Ci siamo fermati nel mezzo di uno splendido panorama che mostra i colli e le valli da Carmelo fino a Nazareth, il Monte Tabor, le montagne del Libano e della Sira. Qui, una guida ci attendeva per spiegarci questa più che misteriosa religione, che nutrita dall’Antico Testamento e dall’Islam. Con un particolare senso dell’umore, ci ha raccontato leggende ispirate dalla Bibbia, come una su Elia che ha trasformato meloni in pietre perché il contadino si era rifiutato di dargliene. Ugualmente ha spiegato che Ietro (conosciuto come Shuayb), il suocero di Mosè, fu il fondatore della loro religione. Ha anche risposto a diverse domande sul rapporto dei drusi con le autorità del Paese in cui vivono, la loro storia e stile di vita.
Abbiamo visitato il giardino del dottor Dabour. Il giardino contiene piante medicinali tradizionali, contornate da numerose leggende. Ziyad, il direttore di questa piccola attività familiare, che produce sapone e prodotti di bellezza, ha offerto numerose spiegazioni. I membri della comunità hanno continuato ad annusare le piante, indovinando i loro nomi e confrontando i loro profumi. È stato un tempo meraviglioso di rilassamento per tutti.

A questo punto i viaggiatori erano già affamati e così hanno preso posto a tavola per un pranzo druso: una minestra ben speziata, la tradizionale “maklouba”- un piatto che viene rivoltato quando i commensali guardano. Poi abbiamo dovuto rimetterci in marcia verso Gerusalemme per tornare a casa.
Deliziati da questo momento di esperienze condivise, momenti di rilassamento e preghiera, in luoghi di bellezza straordinaria. Grazie Cecile, l’organizzatrice principale del viaggio e grazie a tutti coloro che l’hanno assistita. Non c’è dubbio che questo viaggio ha rinforzato la comunità e contribuito a formarci ad immagine di Cristo. Attendiamo con impazienza il prossimo viaggio.








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