Ziv – Parashat Shemot
Ogni settimana, Gad Barnea or Suor Agnese della Croce (della Comunita’ delle Beatitudini) propone una riflessione sul testo del Pentateuco che si legge nella Sinagoga (parashat hashavua). Questa settimana il testo e’ preso dal libro dell’Esodo 1,1 - 6,2 con la haftarah (lettura aggiunta) dal Profeta Isaia 27,6 – 28,13. 29,22 – 23. La riflessione e’ chiamata “ziv”, un raggio di luce.
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Ostetriche …
Il libro di Shemot (dei Nomi) e’ chiamato anche “Esodo” nelle lingue europee, o il libro dell’ “uscita dall’Egitto” secondo la tradizione, a significare l’evento piu’ importante della storia di Israele, una uscita che prefigura tutte le liberazioni future. L’inizio del libro comprende elementi comuni a tutte le schiavitu’. Si apre con un nuovo Faraone che “non aveva conosciuto Giuseppe”. In realta’, secondo il commento delle note, il Faraone si era rifiutato di conoscere Giuseppe e il suo Dio. E piu’ tardi dira’: “Chi e’ il SIGNORE, perche’ io debba scoltare la sua voce?” (Esodo 5,2).
Il libro inizia con la lista dei figli di Giacobbe, indicando che, anche in mezzo agli egiziani, essi erano in grado di conservare la propria identita’ e vocazione. Questo sembra essere un buon motivo per il Faraone, che si sente minacciato. Di conseguenza lui attacchera’ non solo i costumi del popolo ebraico, ma anche la loro esistenza. Poiche’ aumentano in numero e nella forza, tenta di annientarli attraverso la schiavitu’. Un commentatore ha interpretato la parola ebraica “duro lavoro” (Esodo 1,14), Be-farekh, con “dolci parole” (Be-fe-rakh) – Il Faraone tenta di dimostrare agli schiavi, con una propaganda di convinzione, che la loro condizione di schiavitu’ e’ da preferire alla liberta’. Questo indottrinamento potrebbe spiegare l’atteggiamento degli schiavi, che si oppongono al primo tentativo di Mose’ di liberarli uccidendo un egiziano (Esodo 2,1-15) – Essi hanno imparato ad amare la loro alienazione.
Il Faraone decide di “agire astutamente” (Esodo 1,10) verso gli Ebrei dando l’ordine di uccidere tutti i bambini appena nati, cosi’ da opporsi direttamente alla legge divina e alla promessa fatta ad Abramo di una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia del mare. Ma la sua astuzia e’ limitata. Il pericolo non viene solo dai bambini appena nati ... Il Faraone non ha tenuto in considerazione la forza e la determinazione delle donne che “temono Dio”. Esse non si limitano a credere. Esse temono Dio piu’ di ogni faraone, decidendo di disobbedire agli ordini delle autorita’, diventando cosi’ il primo caso di disobbedienza documentata. Queste donne saranno presenti nella vita di Mose’, e si opporranno alle forze della morte che cercano di ucciderlo sin dalla sua nascita. In prima persona abbiamo sua madre e sua sorella, e poi le ben note ostetriche, la figlia del Faraone e infine Zippora (Esodo 4,24-26), poiche’ “sara’ grazie alle donne che Israele sara’ salvato” (Esodo Rabba 1,12). Shabbat Shalom.








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