Il Sinodo e noi


Durante la sua visita a Cipro, il Papa Benedetto XVI ha consegnato ai patriarchi ed ai vescovi presenti l’Instrumentum laboris per il prossimo Sinodo della Chiesa cattolica in Medio Oriente, che avrà luogo a Roma nell’ottobre 2010.

Il Sinodo si concentrerà soprattutto sulla realtà dei cattolici che vivono nella società mediorientale, in gran parte società dove l’Islam è la religione dominante. Gli stati coinvolti dal Sinodo includono i Paesi arabi (escluso il Magreb), la Turchia, l’Iran ed anche Israele (parte del Patriarcato latino di Gerusalemme, di cui la maggioranza dei cattolici è di lingua araba). Uno dei temi di maggior importanza sarà le relazioni tra i diversi riti cattolici in queste regioni.

È importante notare che ci sono parti notevoli nell’Instrumentum laboris, che interessano anche i cattolici di lingua ebraica. Prima di tutto, l’importante paragrafo sul dialogo con gli ebrei e l’ebraismo, che tenta di contestualizzare l’insegnamento universale della Chiesa cattolici sul tema per i la Chiesa cattolica in Medio Oriente, dove la maggioranza dei cristiani vivono come parte di un mondo arabo. Il contesto del conflitto israelo-palestinese rende le relazioni tra cristiani ed ebrei problematica in questa parte del mondo. Importante da notare come l’Instrumentum laboris dedichi dieci paragrafi, scritti con prudenza, a questo tema (85-94).

Il paragrafo 85 dice: “La relazione della Chiesa Cattolica con l’ebraismo trova nel Concilio Vaticano II un punto di riferimento fondamentale, che non può mancare nel dibattito sinodale sull’argomento. Le relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane costituiscono il tema specifico della Dichiarazione Nostra aetate, nella quale un posto di rilievo viene dedicato al popolo della stirpe di Abramo, rivalutando la grandezza del patrimonio spirituale comune che unisce cristiani ed ebrei e promuovendo la mutua conoscenza e stima attraverso studi biblico-teologici e il dialogo fraterno.” Comunque il documento non nasconde le difficoltà, in particolare legate al problema che emerge a seguito del conflitto politico tra Israele ed i suoi vicini arabi.

Notevole in questo contesto è che l’Instrumentum laboris nomini il Vicariato per i cattolici di lingua ebraica come uno strumento importante della Chiesa in questo campo: “Tutta la realtà ebraica di oggi offre varie possibilità di collaborazione. È per questo che l’esistenza di un Vicariato patriarcale per i Cristiani di lingua ebraica, è di grande aiuto.” (94)

Inoltre, l’Instrumentum laboris, si riferisce alla nostra realtà anche in altre parti. Probabilmente la più importante, nel paragrafo 83, dice: “Infine, poiché è debole la presenza di media cristiani di lingua ebraica, anche se i media civili ebraici hanno una certa apertura verso i temi cristiani, si vede la necessità di formare cristiani di lingua ebraica da impiegare nel settore dei media.”

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