La preghiera dell’Angelus


Lili, dalla comunità di Haifa, ci presenta l’Angelus di domenica scorsa.


Ogni Domenica e nelle Feste solenni alle ore 12.00 il Papa si affaccia dalla finestra del suo appartamento in P.zza s. Pietro per la preghiera dell’ “Angelus”.


Questo nome latino viene dalla prima parola della preghiera :

“Angelus Dómini nuntiávit Mariae.

Et concépit de Spíritu Sancto. (cfr. Lc. 1)

 

Che tradotto in italiano significa :

”L'Angelo del Signore portò l'annunzio a Maria.

Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo. “


Questa preghiera ricorda il Mistero dell’Incarnazione.

Dalla Pasqua fino a Pentecoste, al posto dell’Angelus viene recitato il “Regina Coeli” che è una preghiera in ricordo della Risurrezione del Messia Gesù . Prima della recita dell’Angelus, il Papa tiene anche un breve discorso prendendo spunto dalle Letture del giorno. Seguono poi i saluti ai pellegrini presenti in P.zza S. Pietro.


Riassunto dell'Angelus del 06.12.2020

 

Il Vangelo di oggi ci presenta la figura e l’opera di Giovanni il Battista. Lui ha indicato ai suoi contemporanei un itinerario di fede simile a quello che l’Avvento propone a noi che ci prepariamo a ricevere il Signore nel Natale.


E’ un itinerario di conversione. Cosa significa questo? Nella Bibbia conversione significa cambiare direzione, orientamento, e quindi cambiare il modo di pensare. Nella vita morale/spirituale significa cambiare dal male al bene, dal peccato all’amore di Dio.

 

La folla che andava dal Battista a ricevere da lui il battesimo, accettava questa conversione. Quel battesimo avveniva con l’immersione nell’acqua del Giordano ed era un segno inutile se non c’era anche la disponibilità a pentirsi e a cambiare vita.

Per noi questo implica un cammino fatto di due tappe:

1)   C’è un distacco dal peccat e dalla mentalità mondana. E di questo distacco il Battista è per noi un esempio;

2)   A questo distacco segue la ricerca di D. e del suo Regno perché l’abbandono della mentalità mondana non è fine a se stesso, non è un ascesi. Il fine è il Regno di D. , la comunione con D. , l’amicizia con D.

Tutto questo non è facile perché tanti sono i legami che ci tengono legati al peccato, poi ci può essere l’incostanza, lo scoraggiamento, i cattivi esempi. A volte ci sembra che Dio taccia , ci sembrano lontane e irreali le sue promesse di consolazione, come l’immagine del pastore premuroso e sollecito che risuona oggi nella lettura di Isaia. Ci sembra che tutto sia impossibile, ma se viene questo pensiero, bisogna sapere che è un pensiero nocivo come le sabbie mobili e dunque non bisogna rimanere li .


Dunque cosa fare ? Bisogna ricordarsi che la conversione è una “grazia” e questo significa che non ci si converte con le proprie forze,  pertanto chiediamo a D. nella preghiera la grazia che Lui ci converta, che ci dia la forza.


D. non è un padre cattivo, D. è tenero , ci ama e ci cerca come “buon pastore” .

“Tu inizia il cammino e Lui ti accompagnerà. “

 

Maria Santissima ci aiuti a staccarci dal peccato e dalla mondanità per aprirci all’amore di D.

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